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MOSCA E CONTRO-NARRAZIONE: CENT'ANNI DI DIPLOMAZIA E GIORNALISMO ITALIANO

Un ponte di voci e visioni si è levato contro il neocolonialismo, celebrando l'integrità giornalistica e l'eredità culturale di un secolo di diplomazia dell'anima.


C’era una luce chiara e fredda su Mosca, in quei giorni di ottobre in cui i popoli sembravano tornare a parlarsi con voce antica e nuova insieme. Nella città che fu cuore di una civiltà di pensatori, poeti e scienziati, si sono incontrate le memorie e le speranze del mondo. Là, dove la Moscova si piega tra i vetri del Moscow-City International Business Center, si è svolto il Forum Internazionale di Cooperazione, evento centrale del centenario della diplomazia popolare russa, un anniversario che non celebra solo la storia di un’istituzione, ma il respiro di un’idea: quella che la cultura, prima della politica, è il linguaggio che unisce i popoli.

Dalla fondazione della VOKS nel 1925 alla sua erede, Rossotrudnichestvo, la diplomazia popolare ha attraversato un secolo di guerre, silenzi e rinascite. Oggi, nel tempo del futuro multipolare, torna a essere il filo che cuce insieme le culture, non come ornamento ma come necessità vitale.


In quei due giorni di dialogo, oltre duemila delegati da più di cento Paesi — dall’Europa all’Asia, dall’Africa all’America Latina — si sono ritrovati sotto la volta del Centro Nazionale “Russia”, per celebrare un’idea di pace che non si impone, ma si costruisce. Un coro ha aperto la cerimonia con l’Inno della Federazione Russa, e le voci sembravano sollevarsi oltre la storia, come se il canto stesso avesse memoria.

Il Consigliere presidenziale Valery Fadeyev
Il Consigliere presidenziale Valery Fadeyev

Nel suo messaggio, letto dal Consigliere presidenziale Valery Fadeyev, Vladimir Putin ha evocato il senso profondo di questo incontro:


«Gli sforzi della diplomazia popolare contribuiscono, indubbiamente, a garantire i legittimi interessi della Federazione Russa nell’arena internazionale, rafforzando la nostra interazione con persone che la pensano allo stesso modo e alleati, al fine di costruire un mondo giusto, democratico e multipolare.»


In quelle parole risuonava l’eco di un secolo di ponti, costruiti non da eserciti ma da menti e mani che scrivono, dipingono, insegnano, raccontano.

Putin e Lavrov
Putin e Lavrov

Il Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, in un messaggio video, ha ricordato che l’amicizia non nasce dal potere ma dalla comprensione reciproca, e che la Russia continua a credere nel principio di una cooperazione fondata sulla dignità e sul rispetto dei popoli.


«Restiamo sempre aperti a una partnership onesta e paritaria», ha detto, e in quella parola — onesta — si racchiudeva lo spirito dell’intero forum.

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Tra gli interventi più ispirati, quello di Maria Zacharova, portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri, che ha trasformato la riflessione sulla “mediadiplomazia” in una lezione sull’anima della cultura:


«Nel momento in cui l’umanità comincia a considerare la cultura solo come un mezzo per raggiungere obiettivi contingenti, quello è già l’inizio della fine della cultura.»


Le sue parole hanno toccato il cuore dei delegati, ricordando che la verità non è mai comoda, e che informare significa ancora, oggi, resistere.

Maria Zacharova, portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri
Maria Zacharova, portavoce ufficiale del Ministero degli Esteri

La scena si è fatta ancora più vibrante quando Emir Kusturica, regista e musicista di fama mondiale, ha preso la parola per difendere la cultura come ultimo baluardo contro la dissoluzione dei valori culturali europei originati anche dal Rinascimento in Italia.


Così, tra memorie di filosofi e sogni di artisti, il forum si è trasformato in un mosaico di voci: ognuna portava il colore della propria terra, ma tutte convergevano verso un’unica direzione — la costruzione di una nuova architettura del mondo, fatta di rispetto, bellezza e cooperazione.

Emir Kusturica, regista e musicista di fama mondiale
Emir Kusturica, regista e musicista di fama mondiale

A Mosca era presente anche Daria Pushkova, l'instancabile Direttrice della Casa Russa a Roma che sta facendo un lavoro di diplomazia culturale di ampio respiro nell'Urbe attraendo folle di italiani che amano il suo paese con un fitto programma di eventi culturali.


Ed è in questo scenario che si è levata una celebrazione di luce: la cerimonia del Media Award “Honest View” 2025, un premio che riconosce non solo la bravura, ma il coraggio di restare fedeli alla verità in tempi di dissonanza globale.


«Scrivere e documentare onestamente sulla Russia di oggi è un atto che richiede coraggio. L’onestà in generale richiede coraggio…» — ha ricordato Evgeny Primakov, responsabile di Rossotrudnichestvo.

E la sua frase è diventata il filo conduttore dell’intera serata, che ha riunito giornalisti di tutto il mondo in un clima di fraternità intellettuale, di rispetto e umiltà. Il premio, giunto alla sua quarta edizione, ha registrato 821 candidature da 75 Paesi: un record che testimonia quanto il giornalismo, quando è mosso dalla coscienza e non dall’interesse, resti il più nobile dei mestieri.

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Il Grand Prix “Honest View” è stato assegnato al serbo Boško Kozarski, autore e presentatore del canale Balkan Trip, per il progetto Bodybuilder in Russia, un racconto audiovisivo capace di unire il viaggio fisico e quello spirituale, rivelando la Russia come «un paese moderno in via di sviluppo attivo con un ricco patrimonio storico e culturale.»

Boško Kozarski, autore e presentatore del canale serbo  Balkan Trip
Boško Kozarski, autore e presentatore del canale serbo Balkan Trip

Nella categoria Miglior materiale sul tema della diplomazia popolare (100° anniversario), la vittoria è andata all’agenzia di stampa cinese Xinhua, rappresentata da Meng Jin, con un lavoro dedicato alla costruzione di ponti di amicizia tra i popoli. Tra i finalisti, l’italiana Patrizia Boi, scrittrice, ingegnere e responsabile della cultura di Assadakah News, per un articolo sulla Grande Guerra Patriottica pubblicato sulla testata giornalistica Gothic Network, Direttore Livia Bidoli.

Agenzia di stampa cinese Xinhua, rappresentata da Meng Jin
Agenzia di stampa cinese Xinhua, rappresentata da Meng Jin

La collega Corona Perer, direttrice di Giornale Sentire, ha invece conquistato la vittoria nella categoria Miglior materiale sul partenariato culturale, sociale o umanitario internazionale con la Russia, con l’articolo  Relazioni russo-italiane in campo umanitario.


Il Vincitore Miglior Materiale nel Genere del Giornalismo e del Documentario, con più di duecento le candidature pervenute al concorso è stato un giornalista televisivo indiano, Manish Kumar Jha, giornalista e redattore di TV9 Bharatvarsh, il più grande canale di notizie dell'India con un pubblico di oltre 700 milioni di persone.

Givi Peikrishvili - Corona Perer - Daniil Listvin

I finalisti della nomination per il miglior materiale nel genere del giornalismo e del documentario sono stati Viktor Skripnichenko, corrispondente della pubblicazione online kazaka "Ustinka LIVE" e Samvel Aleksanyan, caporedattore della principale pubblicazione cartacea e online del sud dell'Armenia "Sunyats Yerkir".


Il vincitore della nomination Best Reportage è stato il giornalista Givi Peikrishvili, stringer-cameraman dell'agenzia video Ruptly-tv in Georgia. Daulet Kusheev, reporter dell'agenzia video Ruptly in Kazakistan, e Mirbek Moldakunov, presentatore del canale di notizie del Kirghizistan "Ala-Too 24", hanno raggiunto la finale della nomination.


Il miglior materiale di giovani giornalisti sulla nomination della Federazione Russa riunisce tradizionalmente giovani autori provenienti da tutto il mondo. Nel 2025 sono state ricevute 71 candidature per questa nomination. Il vincitore è stato Daniil Listvin, caporedattore della pubblicazione online in lingua russa NOVA 24. Gli altri finalisti premiati al posto d'onore sono stati Sorbon Okilshoev, giornalista dal Tagikistan e Gael Amer, giornalista della testata libanese Funkoush.

Manish Kumar Jha - Alena Kotaeva - Una delle organizzatrici del Premio


Il Premio Speciale "Patrimonio e Memoria" è stato assegnato ad Alena Kotaeva, Deputy Editor-in-Chief della rivista "Russian Word in South Ossetia". Il team editoriale unisce gli insegnanti di studi russi in Ossezia del Sud nella lotta per la cultura della lingua russa e dell'alta alfabetizzazione


E accanto ai premiati, erano presenti figure simboliche della contro-narrazione europea come l'italiano Vincenzo Lorusso, autore di De russofobia, giornalista dell’agenzia di stampa International Reporters, autore del canale Telegram Donbass Italia, che attualmente vive e lavora proprio in una della città più difficili, Lugansk.

Maria Zacharova e Vincenzo Lorusso
Maria Zacharova e Vincenzo Lorusso

La qualità del premio è stata garantita da una giuria di altissimo livello, presieduta da Andrey Tsyper (Rambler&Co), con la partecipazione di Elena Vartanova (Università Lomonosov) e Timur Shafir (Unione dei Giornalisti della Russia).


E quando la sera è calata sul fiume Moscova, le luci dei grattacieli riflettevano un pensiero semplice e antico: la verità, la cultura e la bellezza non appartengono a nessuna nazione sola. Sono ponti — invisibili ma reali — su cui i popoli possono ancora camminare insieme.

In un mondo attraversato da divisioni e silenzi, Mosca ha ricordato che l’unico linguaggio universale è quello della comprensione, e che ogni parola onesta è un gesto di pace.


Il Premio per i vincitori
Il Premio per i vincitori


I finalisti
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