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MIGRANTI: ALTRI DUE CORPI RECUPERATI A LARGO DELLA LIBIA

Aggiornamento: 1 lug

I cadaveri sono rimasti in mare per più di due settimane: impossibile identificarli
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Ancora morti sulla rotta migratoria che attraversa il Mediterraneo centrale. La nave Life Support di Emergency ha recuperato due corpi senza vita alla deriva in acque internazionali della zona Sar (Search and rescue) libica.

L'allarme era stato dato giovedì da Sea-Watch, dopo che il suo velivolo Seabird aveva filmato uno dei corpi individuandone anche altri cinque in acque internazionali della zona Sar libica. Intanto, il bilancio di metà anno parla di 30mila migranti sbarcati, 5mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024. La grande maggioranza delle partenze dalla Libia, la cui instabilità preoccupa il governo italiano.

"Siamo in mare per salvare vite, è davvero doloroso dover invece recuperare cadaveri", osserva Anabel Montes Mier, capomissione della Life Support. "Non sappiamo cosa sia successo - prosegue - ma possiamo supporre che ci sia stato un naufragio di una imbarcazione in pericolo di cui non si aveva notizia, o che invece il caso fosse stato segnalato ma sia rimasto per troppi giorni senza risposta, oppure ancora che ci sia stata un'intercettazione da parte della cosiddetta Guardia costiera libica o di altri libici e che alcune persone si siano buttate in mare per non essere riportate in Libia. Quello che sappiamo per certo, invece, è che è disumano che Italia ed Europa appaltino la gestione dei flussi di migranti a Paesi Terzi che vìolano sistematicamente i diritti umani delle persone in movimento".

Dato l'avanzato stato di decomposizione non è stato immediatamente possibile determinare il sesso dei due corpi.

"Viste le loro condizioni - aggiunge Umberto Marzi, medico a bordo della Life Support - possiamo presumere che siano rimasti in acqua non meno di una settimana". Alla nave di Emergency è stata assegnata Augusta come porto di sbarco per le salme, dove l'arrivo è previsto per domenica 29 giugno alle 12 circa.


I numeri del Viminale segnalano un incremento degli sbarchi quest'anno, dopo la frenata del 2024. I 30mila arrivati via mare sono un numero lontano dai 60mila registrati nel 2023, ma al Viminale negli ultimi mesi c'è preoccupazione per la difficile situaizone in Libia, con le milizie in conflitto tra loro ed i trafficanti di uomini che portano avanti a pieno ritmo il loro business grazie alllo scarso controllo del territorio. Un terzo dei migranti giunti in Italia nei primi sei mesi dell'anno è di nazionalità bengalese (9.691); seguono eritrei (4.338), egiziani (3.516) e pakistani (2.619). Di portata limitata invece i flussi provenienti dall'Africa subsahariana.


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