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LA GUERRA DEL COGNAC TRA CINA E FRANCIA

Aggiornamento: 30 giu

L'industria del Cognac e dell'Armagnac francesi ha perso circa 50 milioni di euro in un anno
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La Francia spera nella revoca "nei prossimi giorni" delle sanzioni cinesi contro cognac e armagnac. Lo dichiara la presidente dell'Assemblea nazionale francese, Yaël Braun-Pivet, attualmente in visita in Cina. Lo scorso anno Pechino ha imposto significative restrizioni agli importatori di brandy europei, una misura ampiamente considerata una risposta all'inchiesta antidumping europea sui veicoli elettrici cinesi. Da allora, l'industria francese del cognac afferma di aver perso 50 milioni di euro al mese.


"Le autorità cinesi ci hanno detto che la questione è in fase di risoluzione", con un accordo "che sta per essere finalizzato", spiega Braun-Pivet ai media francesi a Shanghai, ultima tappa della sua visita in Cina. Pechino pubblicherà i risultati della sua inchiesta anti-dumping sulle importazioni di brandy europei il 5 luglio, una procedura che Parigi considera ingiustificata.


"Vorremmo raggiungere un accordo entro il 5 luglio, nei prossimi giorni", ha sottolineato Braun-Pivet, che ha iniziato una visita di quattro giorni in Cina, insieme a cinque parlamentari, nell'ambito di un meccanismo di scambio interparlamentare istituito nel 2009. La delegazione ha incontrato diversi alti funzionari del partito-stato cinese, tra cui Wang Huning, un membro francofono di 69 anni considerato l'ideologo del partito.

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